S.O.S. MULTE info@sosmulte.com


Tel. 06/8551733

RICORSI GRATIS PER FAR CESSARE L'ABUSO DELLE MULTE AI MOTORINI / MOTOCICLI / SCOOTER
CHE HANNO VARCATO LE ZONE A TRAFFICO LIMITATO DEL COSIDDETTO "TRIDENTE"
COME SARA' TRISTEMENTE NOTO AL VISITATORE, DAL PRIMO LUGLIO 2019 SONO STATE ISTITUITE DA ROMA CAPITALE 6 NUOVE ZONE A TRAFFICO LIMITATO CON ACCESSO VIETATO ANCHE AI CICLOMOTORI, MOTO E SCOOTER.

PER LA PRECISIONE SI TRATTA DEI VARCHI DI: 


- VIA DI RIPETTA ALL’INCROCIO CON VIA DELL’OCA
- VIA DEI PONTEFICI ALL’ALTEZZA DI PIAZZA AUGUSTO IMPERATORE
- VIA DEI CONDOTTI ALL’INCROCIO CON LARGO GOLDONI
- VIA DI PROPAGANDA ALL’INCROCIO CON VIA CAPO LE CASE
- VIA DI SAN SEBASTIANELLO INCROCIO V.LE DELLA TRINITÀ DEI MONTI
- VIA DEL GAMBERO ALL’INCROCIO CON VIA DELLE CONVERTITE


IL PROBLEMA E' CHE, COME SI EVINCE CHIARAMENTE DALLA FOTO A SINISTRA, RELATIVA AL VARCO N. 101 DI VIA DELL'OCA, LA SEGNALETICA DI PREAVVISO DELLA ESISTENZA DEI VARCHI ELETTRONICI E' ASSOLUTAMENTE FUORVIANTE TRAENDO IN INGANNO I MALCAPITATI UTENTI, TALMENTE FUORVIANTE DA PORTARE I MALIGNI A PENSARE CHE LA APPOSIZIONE DELLA SEGNALETICA VERTICALE SIA STATA STUDIATA A TAVOLINO PER INDURRE IL NUMERO MAGGIORE POSSIBILE DI UTENTI A COMMETTERE L'INFRAZIONE, PER LA QUALE E' PREVISTA UNA SANZIONE (SPESE INCLUSE) DI BEN  € 96,88!!

ECCO COSI' CHE
CIRCA 900 PERSONE AL GIORNO, TUTTI I GIORNI, CADONO NEL TRANELLO.

IL CASO E' DIVENTATO TALMENTE SCOTTANTE CHE S.O.S. MULTE HA DECISO DI ACCORRERE IN SOCCORSO DELLE VITTIME DELLE FAMIGERATE ZTL DEL TRIDENTE FACENDO PREDISPORRE DAL PROPRIO STAFF DI LEGALI UN RICORSO AD HOC, CHE POTRA' ESSERE UTILIZZATO DA CHIUNQUE ABBIA DECISO DI DIFENDERSI: IL MODELLO DI RICORSO CHE TROVERETE QUI DI SEGUITO POTRA' INFATTI ESSERE AGEVOLMENTE FATTO PROPRIO MEDIANTE LE FUNZIONI COPIA/INCOLLA  ED UTILIZZATO DA CHIUNQUE NE ABBIA NECESSITA' SENZA BISOGNO DI REGISTRARSI, CONSEGNARE DATI, O SOTTOSTARE A QUALSIVOGLIA CONDIZIONE: INSOMMA E' TUTTO GRATIS E PER TUTTI!!!

DI SEGUITO I VARI MODELLI DI RICORSI, CHE SI DIFFERENZIANO A SECONDA DEL VARCO
VARCO DI VIA DI RIPETTA ANGOLO VIA DELL'OCA
DI SEGUITO IL RICORSO DA SPEDIRE ENTRO 60 GIORNI DAL RICEVIMENTO DELLA NOTIFICAZIONE DELLA MULTA ALLA PREFETTURA DI ROMA A MEZZO RACCOMANDATA A.R. (INDIRIZZO PREFETTURA: VIA IV NOVEMBRE 119/A - 00187 - ROMA) OPPURE A MEZZO POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA  (INDIRIZZO PEC: protocollo.prefrm@pec.interno.it)

CHI INVECE VOLESSE AVVALERSI DELLO STAFF LEGALE DI SOS MULTE POTRA' RECARSI NELLA APPOSITA SEZIONE DI QUESTO SITO DENOMINATA "RICORSI ONLINE"


ATTENZIONE:
PRIMA DI INOLTRARE IL RICORSO E’ IMPORTANTE CHE SAPPIATE CHE SE IL RICORSO DOVESSE VENIRE RIGETTATO L’AMMONTARE DELLA MULTA RADDOPPIEREBBE, CONSIGLIAMO QUINDI, NEL CASO IL RICORSO DOVESSE VENIRE RIGETTATO, DI NON ARRENDERSI ED IMPUGNARE IL PROVVEDIMENTO DEL PREFETTO DINNANZI AL GIUDICE DI PACE COMPETENTE (OVVERO QUELLO DEL LUOGO DELLA INFRAZIONE). PER TALE SUCCESSIVA FASE CONSISTENTE NELLA IMPUGNAZIONE DAVANTI AL GIUDICE DI PACE DEL PROVVEDIMENTO DEL PREFETTO SI DOVRÀ VERSARE UNA TASSA DI € 43,00 (IL C.D. CONTRIBUTO UNIFICATO) DOVUTA ALLO STATO PER L’ACCESSO AL GIUDICE DI PACE





PREFETTURA DI ROMA
RICORSO EX ART. 203 C.D.S.
La parte ricorrente (SCRIVERE NOME, COGNOME E CODICE FISCALE DEL RICORRENTE) res.te e domiciliata in (SCRIVERE INDIRIZZO DI RESIDENZA ANAGRAFICA)
PREMESSO CHE
- in data (SCRIVERE DATA INFRAZIONE) ROMA CAPITALE C.F.: 02438750586 con verbale n. (SCRIVERE NUMERO DEL VERBALE) elevava verbale di accertamento di violazione per la somma di € 96,88 in danno della parte ricorrente, proprietaria del mezzo targato (SCRIVERE NUMERO TARGA), per la pretesa violazione dell’art. 7 comma 9-14 del Codice della Strada, contestando la seguente infrazione: “accedeva nella zona a traffico limitato senza la prescritta autorizzazione”;
- detta contravvenzione veniva notificata alla parte ricorrente in data (SCRIVERE DATA DI NOTIFICAZIONE DEL VERBALE);
ESPONE QUANTO SEGUE
il verbale di accertamento della violazione è da ritenersi nullo e la sanzione amministrativa opposta va pertanto annullata per i seguenti motivi:
1) Insussistenza della infrazione
In primo luogo si contesta la sussistenza stessa dell’infrazione poiché in quel giorno ed a quell’ora il mezzo descritto in premessa si trovava regolarmente parcheggiato nel garage della sede/abitazione della parte ricorrente per cui con molta probabilità si sarà trattato di errata rilevazione del numero di targa ovvero di erronea immissione dei dati nel sistema meccanizzato.
Si chiede pertanto, ai sensi ai sensi dell’art. 23 comma 12 della Legge 689/81, che venga prodotta la documentazione fotografica elaborata dal sistema.
Si precisa che si necessita di tale documento al fine di poter dimostrare l’errore di rilevazione dei caratteri alfanumerici della targa di riconoscimento.
2) Inidonea presegnalazione della Zona a Traffico Limitato
Nella denegata ipotesi di rigetto della eccezione di cui sopra si osserva che il suddetto verbale è comunque nullo perché la segnaletica verticale di preavviso della zona a traffico limitato installata all’epoca del fatto (docc. 2 e 3) risultava assolutamente fuorviante e comunque non conforme alle disposizioni dettate dal M.I.T. con le linee guida pubblicate in data 28.06.2019 con firma elettronica apposta da “protocollo.mit.gov.it” del 2019/06/28 ore 15:40:00 +01'00' (doc. 4).
Si osserva infatti che le linee guida sopra richiamate, al punto 4.2 (pag. 16 di 33) prescrivono chiaramente che: “Nel caso di ZTL variabile, con controllo elettronico, in aggiunta alla segnaletica verticale prescrittiva, sopra riportata, deve essere installato sopra il segnale di varco un pannello a messaggio variabile (PMV) per un miglioramento per l’utenza stradale della segnalazione della vigenza o meno della disciplina della ZTL (v. Tavola 10 - varco 5). Il PMV deve riportare le seguenti diciture: “ZTL ATTIVA” quando è vigente il divieto; “ZTL NON ATTIVA” quando non è vigente il divieto” (si veda al riguardo l’immagine sottoriportata).
Viceversa, come si evince dalle immagini allegate al ricorso (docc. 2 e 3),  la segnaletica installata sul luogo della pretesa infrazione, che, è opportuno chiarire, prevede un divieto di circolazione ad orari variabili e rientra quindi nella fattispecie delle ZTL VARIABILI, è composta dal cartello indicante l’inizio della Zona a Traffico Limitato e da un PMV (pannello a messaggio variabile) elettronico che è posizionato non al di sopra del cartello di divieto come previsto dalla succitata normativa, bensì in posizione più avanzata (peraltro proprio all’inizio del varco) e su altro supporto verticale.
La diversa configurazione del cartello di preavviso ed il posizionamento più avanzato del pannello elettronico (PMV) comportano quindi la nullità del verbale sia perché non rispondente alle linee guida dettate dal M.I.T. sia perché il posizionamento del PMV esattamente all’ingresso del varco fa perdere alla segnaletica le uniche sue funzioni fondamentali: quella di preavvisare l’utente della esistenza del varco e quella di dare la possibilità al medesimo, una volta avvedutosi della presenza della ZTL, di evitarla percorrendo una via di fuga la cui presenza è obbligatoria per legge (art. 2 pag. 4 di 36 delle Linee Guida).
Ecco quindi configurarsi il terzo motivo di nullità del verbale, ovvero l’inesistenza di una via di fuga sulla quale incanalarsi immediatamente prima della posizione del PMV: nel caso di specie infatti la installazione del PMV proprio all’inizio del varco non lascia all’utente alcun margine di manovra per deviare sulla via fuga.
3) Segnaletica verticale fuorviante
Si rileva inoltre che la segnaletica verticale apposta sul luogo della pretesa infrazione (docc. 2 e 3), oltre a non rispondere ai requisiti minimi di idoneità richiamati nella precedente accezione, rende il verbale annullabile per essere configurata in modo tale da indurre il conducente di ciclomotore o motociclo addirittura a commettere l’infrazione: preme infatti rimarcare che il cartello verticale di presegnalazione riporta tra i simboli dei mezzi per i quali è vietato l’ingresso nel varco quello di una autovettura, quello di un camion e quello di un pullman. Non include invece il simbolo del Motociclo/Ciclomotore ingenerando così nell’utente il convincimento, purtroppo erroneo, che l’accesso per i Motocicli/Ciclomotori sia autorizzato.
4) Violazione del diritto di difesa per omessa indicazione del sistema di rilevazione utilizzato nonché di modello e marca della strumentazione utilizzata
Si eccepisce infine la nullità del verbale per omessa indicazione del sistema utilizzato per la rilevazione dell’accesso alla ZTL.
Si osserva infatti che da quanto riportato nel verbale non si evince né tipo, né marca né modello della strumentazione utilizzata per rilevare la pretesa infrazione.
Dette omissioni determinano una grave compressione del diritto di difesa del preteso trasgressore atteso che non gli vengono forniti elementi indispensabili ai fini della verificazione della regolarità del procedimento pre-sanzionatorio.
Se infatti, a titolo di esempio, nel verbale fosse stato indicato che l’accesso era stato rilevato a mezzo del sistema denominato SIRIO VES 1.0, il preteso trasgressore avrebbe potuto effettuare le opportune verifiche circa la sussistenza del requisito della omologazione da parte del M.I.T., prevista a pena di nullità.
La compressione del diritto di difesa è infine costituita dalle ulteriori seguenti argomentazioni:
A) la omessa indicazione del tipo di strumentazione utilizzata (marca e modello) rende impossibile la verifica della esistenza e/o validità della omologazione e della data di effettuazione dell’ultima taratura;
B) Nessun dato certo circa la taratura oraria dello strumento è stato fornito al preteso trasgressore, con conseguente impossibilità per il malcapitato, trattandosi di divieto ad orari, di verificare che l’ora registrata dal sistema fosse esattamente quella del TEMPO LEGALE ITALIANO registrato dall’INRIM (Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica) sincronizzato alla scala di tempo nazionale UTC(IT) generata da orologi atomici. Ciò con ogni conseguenza di impossibilità di difendersi in relazione agli accessi effettuati in prossimità dell’orario di attivazione del varco.
Per quanto precede,
RICORRE
Alla S.V. Ill.ma affinché, per le motivazioni sopra spiegate, Voglia dichiarare nullo il verbale di accertamento di violazione descritto nelle premesse con conseguente annullamento della sanzione amministrativa opposta.
Nel contempo

CHIEDE

di essere convocata dal Prefetto per l’audizione sui fatti oggetto della presente opposizione.
Si produce:

  1. copia del verbale di accertamento di violazione descritto in premessa;
  2. segnaletica verticale di preavviso della zona a traffico limitato installata all’epoca del fatto (ALLEGARE AL RICORSO LA FOTO PUBBLICATA ALL'INIZIO DI QUESTA PAGINA: QUELLA CON SCRITTO "VARCO VIA DI RIPETTA");
  3. segnaletica verticale di preavviso della zona a traffico limitato installata all’epoca del fatto (Via di Ripetta angolo Via dell’Oca); (ALLEGARE AL RICORSO LA FOTO PUBBLICATA ALL'INIZIO DI QUESTA PAGINA: LA PRIMA IN CIMA);
  4. Linee Guida M.I.T. pubblicate in data 28.06.2019 con firma elettronica apposta da “protocollo.mit.gov.it” del 2019/06/28 ore 15:40:00 +01'00'. (LE LINEE GUIDA SONO COMPOSTE DALLE 4 FOTO IN FONDO A QUESTA PAGINA, DA STAMPARE E COLLAZIONARE IN UN UNICO DOCUMENTO).
Roma, (SCRIVERE LA DATA DI REDAZIONE DEL RICORSO)
 
                                                                                                                             (FIRMARE)
 
VARCO DI VIA DEI PONTEFICI
DI SEGUITO IL RICORSO DA SPEDIRE ENTRO 60 GIORNI DAL RICEVIMENTO DELLA NOTIFICAZIONE DELLA MULTA ALLA PREFETTURA DI ROMA A MEZZO RACCOMANDATA A.R. (INDIRIZZO PREFETTURA: VIA IV NOVEMBRE 119/A - 00187 - ROMA) OPPURE A MEZZO POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA  (INDIRIZZO PEC: protocollo.prefrm@pec.interno.it)


CHI INVECE VOLESSE AVVALERSI DELLO STAFF LEGALE DI SOS MULTE POTRA' RECARSI NELLA APPOSITA SEZIONE DI QUESTO SITO DENOMINATA "RICORSI ONLINE"


ATTENZIONE:
PRIMA DI INOLTRARE IL RICORSO E’ IMPORTANTE CHE SAPPIATE CHE SE IL RICORSO DOVESSE VENIRE RIGETTATO L’AMMONTARE DELLA MULTA RADDOPPIEREBBE, CONSIGLIAMO QUINDI, NEL CASO IL RICORSO DOVESSE VENIRE RIGETTATO, DI NON ARRENDERSI ED IMPUGNARE IL PROVVEDIMENTO DEL PREFETTO DINNANZI AL GIUDICE DI PACE COMPETENTE (OVVERO QUELLO DEL LUOGO DELLA INFRAZIONE). PER TALE SUCCESSIVA FASE CONSISTENTE NELLA IMPUGNAZIONE DAVANTI AL GIUDICE DI PACE DEL PROVVEDIMENTO DEL PREFETTO SI DOVRÀ VERSARE UNA TASSA DI € 43,00 (IL C.D. CONTRIBUTO UNIFICATO) DOVUTA ALLO STATO PER L’ACCESSO AL GIUDICE DI PACE





PREFETTURA DI ROMA
RICORSO EX ART. 203 C.D.S.
La parte ricorrente (SCRIVERE NOME, COGNOME E CODICE FISCALE DEL RICORRENTE) res.te e domiciliata in (SCRIVERE INDIRIZZO DI RESIDENZA ANAGRAFICA)
PREMESSO CHE
- in data (SCRIVERE DATA INFRAZIONE) ROMA CAPITALE C.F.: 02438750586 con verbale n. (SCRIVERE NUMERO DEL VERBALE) elevava verbale di accertamento di violazione per la somma di € 96,88 in danno della parte ricorrente, proprietaria del mezzo targato (SCRIVERE NUMERO TARGA), per la pretesa violazione dell’art. 7 comma 9-14 del Codice della Strada, contestando la seguente infrazione: “accedeva nella zona a traffico limitato senza la prescritta autorizzazione”;
- detta contravvenzione veniva notificata alla parte ricorrente in data (SCRIVERE DATA DI NOTIFICAZIONE DEL VERBALE);
ESPONE QUANTO SEGUE
il verbale di accertamento della violazione è da ritenersi nullo e la sanzione amministrativa opposta va pertanto annullata per i seguenti motivi:
1) Insussistenza della infrazione
In primo luogo si contesta la sussistenza stessa dell’infrazione poiché in quel giorno ed a quell’ora il mezzo descritto in premessa si trovava regolarmente parcheggiato nel garage della sede/abitazione della parte ricorrente per cui con molta probabilità si sarà trattato di errata rilevazione del numero di targa ovvero di erronea immissione dei dati nel sistema meccanizzato.
Si chiede pertanto, ai sensi ai sensi dell’art. 23 comma 12 della Legge 689/81, che venga prodotta la documentazione fotografica elaborata dal sistema.
Si precisa che si necessita di tale documento al fine di poter dimostrare l’errore di rilevazione dei caratteri alfanumerici della targa di riconoscimento.
2) Inidonea presegnalazione della Zona a Traffico Limitato
Nella denegata ipotesi di rigetto della eccezione di cui sopra si osserva che il suddetto verbale è comunque nullo perché la segnaletica verticale di preavviso della zona a traffico limitato installata all’epoca del fatto (doc. 2) risultava assolutamente fuorviante e comunque non conforme alle disposizioni dettate dal M.I.T. con le linee guida pubblicate in data 28.06.2019 con firma elettronica apposta da “protocollo.mit.gov.it” del 2019/06/28 ore 15:40:00 +01'00' (doc. 3).
Si osserva infatti che le linee guida sopra richiamate, al punto 4.2 (pag. 16 di 33) prescrivono chiaramente che: “Nel caso di ZTL variabile, con controllo elettronico, in aggiunta alla segnaletica verticale prescrittiva, sopra riportata, deve essere installato sopra il segnale di varco un pannello a messaggio variabile (PMV) per un miglioramento per l’utenza stradale della segnalazione della vigenza o meno della disciplina della ZTL (v. Tavola 10 - varco 5). Il PMV deve riportare le seguenti diciture: “ZTL ATTIVA” quando è vigente il divieto; “ZTL NON ATTIVA” quando non è vigente il divieto” (si veda al riguardo l’immagine sottoriportata).
Viceversa, come si evince dalla immagine allegata al ricorso (doc. 2),  la segnaletica installata sul luogo della pretesa infrazione, che, è opportuno chiarire, prevede un divieto di circolazione ad orari variabili e rientra quindi nella fattispecie delle ZTL VARIABILI, è composta dal cartello indicante l’inizio della Zona a Traffico Limitato e da un PMV (pannello a messaggio variabile) elettronico che è posizionato non al di sopra del cartello di divieto come previsto dalla succitata normativa, bensì in posizione più avanzata (peraltro proprio all’inizio del varco) e su altro supporto verticale.
La diversa configurazione del cartello di preavviso ed il posizionamento più avanzato del pannello elettronico (PMV) comportano quindi la nullità del verbale sia perché non rispondente alle linee guida dettate dal M.I.T. sia perché il posizionamento del PMV esattamente all’ingresso del varco fa perdere alla segnaletica le uniche sue funzioni fondamentali: quella di preavvisare l’utente della esistenza del varco e quella di dare la possibilità al medesimo, una volta avvedutosi della presenza della ZTL, di evitarla percorrendo una via di fuga la cui presenza è obbligatoria per legge (art. 2 pag. 4 di 36 delle Linee Guida).
Ecco quindi configurarsi il terzo motivo di nullità del verbale, ovvero l’inesistenza di una via di fuga sulla quale incanalarsi immediatamente prima della posizione del PMV: nel caso di specie infatti la installazione del PMV proprio all’inizio del varco non lascia all’utente alcun margine di manovra per deviare sulla via di fuga.
3) Segnaletica verticale fuorviante
Si rileva inoltre che la segnaletica verticale apposta sul luogo della pretesa infrazione (doc. 2), oltre a non rispondere ai requisiti minimi di idoneità richiamati nella precedente accezione, rende il verbale annullabile per essere configurata in modo tale da indurre il conducente di ciclomotore o motociclo addirittura a commettere l’infrazione: preme infatti rimarcare che il cartello verticale di presegnalazione riporta la dicitura "tutti i veicoli a motore" e pertanto, facendo riferimento unicamente ai veicoli trae in inganno tutti coloro che conducono motocicli, scooter o ciclomotori (che VEICOLI NON SONO) ingenerando così nell’utente il convincimento, purtroppo erroneo, che l’accesso per i Motocicli/Ciclomotori/Scooter sia autorizzato.
4) Violazione del diritto di difesa per omessa indicazione del sistema di rilevazione utilizzato nonché di modello e marca della strumentazione utilizzata
Si eccepisce infine la nullità del verbale per omessa indicazione del sistema utilizzato per la rilevazione dell’accesso alla ZTL.
Si osserva infatti che da quanto riportato nel verbale non si evince né tipo, né marca né modello della strumentazione utilizzata per rilevare la pretesa infrazione.
Dette omissioni determinano una grave compressione del diritto di difesa del preteso trasgressore atteso che non gli vengono forniti elementi indispensabili ai fini della verificazione della regolarità del procedimento pre-sanzionatorio.
Se infatti, a titolo di esempio, nel verbale fosse stato indicato che l’accesso era stato rilevato a mezzo del sistema denominato SIRIO VES 1.0, il preteso trasgressore avrebbe potuto effettuare le opportune verifiche circa la sussistenza del requisito della omologazione da parte del M.I.T., prevista a pena di nullità.
La compressione del diritto di difesa è infine costituita dalle ulteriori seguenti argomentazioni:
A) la omessa indicazione del tipo di strumentazione utilizzata (marca e modello) rende impossibile la verifica della esistenza e/o validità della omologazione e della data di effettuazione dell’ultima taratura;
B) Nessun dato certo circa la taratura oraria dello strumento è stato fornito al preteso trasgressore, con conseguente impossibilità per il malcapitato, trattandosi di divieto ad orari, di verificare che l’ora registrata dal sistema fosse esattamente quella del TEMPO LEGALE ITALIANO registrato dall’INRIM (Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica) sincronizzato alla scala di tempo nazionale UTC(IT) generata da orologi atomici. Ciò con ogni conseguenza di impossibilità di difendersi in relazione agli accessi effettuati in prossimità dell’orario di attivazione del varco.
Per quanto precede,
RICORRE
Alla S.V. Ill.ma affinché, per le motivazioni sopra spiegate, Voglia dichiarare nullo il verbale di accertamento di violazione descritto nelle premesse con conseguente annullamento della sanzione amministrativa opposta.
Nel contempo

CHIEDE

di essere convocata dal Prefetto per l’audizione sui fatti oggetto della presente opposizione.
Si produce:
  1. copia del verbale di accertamento di violazione descritto in premessa;
  2. segnaletica verticale di preavviso della zona a traffico limitato installata all’epoca del fatto (ALLEGARE AL RICORSO LA FOTO PUBBLICATA ALL'INIZIO DI QUESTA PAGINA: QUELLA CON SCRITTO "VARCO VIA DEI PONTEFICI");;
  3. Linee Guida M.I.T. pubblicate in data 28.06.2019 con firma elettronica apposta da “protocollo.mit.gov.it” del 2019/06/28 ore 15:40:00 +01'00'. (LE LINEE GUIDA SONO COMPOSTE DALLE 4 FOTO IN FONDO A QUESTA PAGINA, DA STAMPARE E COLLAZIONARE IN UN UNICO DOCUMENTO).
Roma, (SCRIVERE LA DATA DI REDAZIONE DEL RICORSO)
 
                                                                                                                             (FIRMARE)
VARCO DI VIA DI S. SEBASTIANELLO
DI SEGUITO IL RICORSO DA SPEDIRE ENTRO 60 GIORNI DAL RICEVIMENTO DELLA NOTIFICAZIONE DELLA MULTA ALLA PREFETTURA DI ROMA A MEZZO RACCOMANDATA A.R. (INDIRIZZO PREFETTURA: VIA IV NOVEMBRE 119/A - 00187 - ROMA) OPPURE A MEZZO POSTA ELETTRONICA CERTIFICATA  (INDIRIZZO PEC: protocollo.prefrm@pec.interno.it)


CHI INVECE VOLESSE AVVALERSI DELLO STAFF LEGALE DI SOS MULTE POTRA' RECARSI NELLA APPOSITA SEZIONE DI QUESTO SITO DENOMINATA "RICORSI ONLINE"


ATTENZIONE:
PRIMA DI INOLTRARE IL RICORSO E’ IMPORTANTE CHE SAPPIATE CHE SE IL RICORSO DOVESSE VENIRE RIGETTATO L’AMMONTARE DELLA MULTA RADDOPPIEREBBE, CONSIGLIAMO QUINDI, NEL CASO IL RICORSO DOVESSE VENIRE RIGETTATO, DI NON ARRENDERSI ED IMPUGNARE IL PROVVEDIMENTO DEL PREFETTO DINNANZI AL GIUDICE DI PACE COMPETENTE (OVVERO QUELLO DEL LUOGO DELLA INFRAZIONE). PER TALE SUCCESSIVA FASE CONSISTENTE NELLA IMPUGNAZIONE DAVANTI AL GIUDICE DI PACE DEL PROVVEDIMENTO DEL PREFETTO SI DOVRÀ VERSARE UNA TASSA DI € 43,00 (IL C.D. CONTRIBUTO UNIFICATO) DOVUTA ALLO STATO PER L’ACCESSO AL GIUDICE DI PACE





PREFETTURA DI ROMA
RICORSO EX ART. 203 C.D.S.
La parte ricorrente (SCRIVERE NOME, COGNOME E CODICE FISCALE DEL RICORRENTE) res.te e domiciliata in (SCRIVERE INDIRIZZO DI RESIDENZA ANAGRAFICA)
PREMESSO CHE
- in data (SCRIVERE DATA INFRAZIONE) ROMA CAPITALE C.F.: 02438750586 con verbale n. (SCRIVERE NUMERO DEL VERBALE) elevava verbale di accertamento di violazione per la somma di € 96,88 in danno della parte ricorrente, proprietaria del mezzo targato (SCRIVERE NUMERO TARGA), per la pretesa violazione dell’art. 7 comma 9-14 del Codice della Strada, contestando la seguente infrazione: “accedeva nella zona a traffico limitato senza la prescritta autorizzazione”;
- detta contravvenzione veniva notificata alla parte ricorrente in data (SCRIVERE DATA DI NOTIFICAZIONE DEL VERBALE);
ESPONE QUANTO SEGUE
il verbale di accertamento della violazione è da ritenersi nullo e la sanzione amministrativa opposta va pertanto annullata per i seguenti motivi:
1) Insussistenza della infrazione
In primo luogo si contesta la sussistenza stessa dell’infrazione poiché in quel giorno ed a quell’ora il mezzo descritto in premessa si trovava regolarmente parcheggiato nel garage della sede/abitazione della parte ricorrente per cui con molta probabilità si sarà trattato di errata rilevazione del numero di targa ovvero di erronea immissione dei dati nel sistema meccanizzato.
Si chiede pertanto, ai sensi ai sensi dell’art. 23 comma 12 della Legge 689/81, che venga prodotta la documentazione fotografica elaborata dal sistema.
Si precisa che si necessita di tale documento al fine di poter dimostrare l’errore di rilevazione dei caratteri alfanumerici della targa di riconoscimento.
2) Inidonea presegnalazione della Zona a Traffico Limitato
Nella denegata ipotesi di rigetto della eccezione di cui sopra si osserva che il suddetto verbale è comunque nullo perché la segnaletica verticale di preavviso della zona a traffico limitato installata all’epoca del fatto (doc. 2) risultava assolutamente fuorviante e comunque non conforme alle disposizioni dettate dal M.I.T. con le linee guida pubblicate in data 28.06.2019 con firma elettronica apposta da “protocollo.mit.gov.it” del 2019/06/28 ore 15:40:00 +01'00' (doc. 3).
Si osserva infatti che le linee guida sopra richiamate, al punto 4.2 (pag. 16 di 33) prescrivono chiaramente che: “Nel caso di ZTL variabile, con controllo elettronico, in aggiunta alla segnaletica verticale prescrittiva, sopra riportata, deve essere installato sopra il segnale di varco un pannello a messaggio variabile (PMV) per un miglioramento per l’utenza stradale della segnalazione della vigenza o meno della disciplina della ZTL (v. Tavola 10 - varco 5). Il PMV deve riportare le seguenti diciture: “ZTL ATTIVA” quando è vigente il divieto; “ZTL NON ATTIVA” quando non è vigente il divieto” (si veda al riguardo l’immagine sottoriportata).
Viceversa, come si evince dalla immagine allegata al ricorso (doc. 2),  la segnaletica installata sul luogo della pretesa infrazione, che, è opportuno chiarire, prevede un divieto di circolazione ad orari variabili e rientra quindi nella fattispecie delle ZTL VARIABILI, è composta dal cartello indicante l’inizio della Zona a Traffico Limitato e da un PMV (pannello a messaggio variabile) elettronico che è posizionato non al di sopra del cartello di divieto come previsto dalla succitata normativa, bensì in posizione più avanzata (peraltro proprio all’inizio del varco) e su altro supporto verticale.
La diversa configurazione del cartello di preavviso ed il posizionamento più avanzato del pannello elettronico (PMV) comportano quindi la nullità del verbale sia perché non rispondente alle linee guida dettate dal M.I.T. sia perché il posizionamento del PMV esattamente all’ingresso del varco fa perdere alla segnaletica le uniche sue funzioni fondamentali: quella di preavvisare l’utente della esistenza del varco e quella di dare la possibilità al medesimo, una volta avvedutosi della presenza della ZTL, di evitarla percorrendo una via di fuga la cui presenza è obbligatoria per legge (art. 2 pag. 4 di 36 delle Linee Guida).
Ecco quindi configurarsi il terzo motivo di nullità del verbale, ovvero l’inesistenza di una via di fuga sulla quale incanalarsi immediatamente prima della posizione del PMV: nel caso di specie infatti la installazione del PMV proprio all’inizio del varco non lascia all’utente alcun margine di manovra per deviare sulla via di fuga.
3) Segnaletica verticale fuorviante
Si rileva inoltre che la segnaletica verticale apposta sul luogo della pretesa infrazione (doc. 2), oltre a non rispondere ai requisiti minimi di idoneità richiamati nella precedente accezione, rende il verbale annullabile per essere configurata in modo tale da indurre il conducente di ciclomotore o motociclo addirittura a commettere l’infrazione: preme infatti rimarcare che il cartello verticale di presegnalazione riporta la dicitura "tutti i veicoli a motore" e pertanto, facendo riferimento unicamente ai veicoli trae in inganno tutti coloro che conducono motocicli, scooter o ciclomotori (che VEICOLI NON SONO) ingenerando così nell’utente il convincimento, purtroppo erroneo, che l’accesso per i Motocicli/Ciclomotori/Scooter sia autorizzato.
4) Violazione del diritto di difesa per omessa indicazione del sistema di rilevazione utilizzato nonché di modello e marca della strumentazione utilizzata
Si eccepisce infine la nullità del verbale per omessa indicazione del sistema utilizzato per la rilevazione dell’accesso alla ZTL.
Si osserva infatti che da quanto riportato nel verbale non si evince né tipo, né marca né modello della strumentazione utilizzata per rilevare la pretesa infrazione.
Dette omissioni determinano una grave compressione del diritto di difesa del preteso trasgressore atteso che non gli vengono forniti elementi indispensabili ai fini della verificazione della regolarità del procedimento pre-sanzionatorio.
Se infatti, a titolo di esempio, nel verbale fosse stato indicato che l’accesso era stato rilevato a mezzo del sistema denominato SIRIO VES 1.0, il preteso trasgressore avrebbe potuto effettuare le opportune verifiche circa la sussistenza del requisito della omologazione da parte del M.I.T., prevista a pena di nullità.
La compressione del diritto di difesa è infine costituita dalle ulteriori seguenti argomentazioni:
A) la omessa indicazione del tipo di strumentazione utilizzata (marca e modello) rende impossibile la verifica della esistenza e/o validità della omologazione e della data di effettuazione dell’ultima taratura;
B) Nessun dato certo circa la taratura oraria dello strumento è stato fornito al preteso trasgressore, con conseguente impossibilità per il malcapitato, trattandosi di divieto ad orari, di verificare che l’ora registrata dal sistema fosse esattamente quella del TEMPO LEGALE ITALIANO registrato dall’INRIM (Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica) sincronizzato alla scala di tempo nazionale UTC(IT) generata da orologi atomici. Ciò con ogni conseguenza di impossibilità di difendersi in relazione agli accessi effettuati in prossimità dell’orario di attivazione del varco.
Per quanto precede,
RICORRE
Alla S.V. Ill.ma affinché, per le motivazioni sopra spiegate, Voglia dichiarare nullo il verbale di accertamento di violazione descritto nelle premesse con conseguente annullamento della sanzione amministrativa opposta.
Nel contempo

CHIEDE

di essere convocata dal Prefetto per l’audizione sui fatti oggetto della presente opposizione.
Si produce:
  1. copia del verbale di accertamento di violazione descritto in premessa;
  2. segnaletica verticale di preavviso della zona a traffico limitato installata all’epoca del fatto (ALLEGARE AL RICORSO LA FOTO PUBBLICATA ALL'INIZIO DI QUESTA PAGINA: QUELLA CON SCRITTO "VARCO VIA DI S. SEBASTIANELLO");;
  3. Linee Guida M.I.T. pubblicate in data 28.06.2019 con firma elettronica apposta da “protocollo.mit.gov.it” del 2019/06/28 ore 15:40:00 +01'00'. (LE LINEE GUIDA SONO COMPOSTE DALLE 4 FOTO IN FONDO A QUESTA PAGINA, DA STAMPARE E COLLAZIONARE IN UN UNICO DOCUMENTO).
Roma, (SCRIVERE LA DATA DI REDAZIONE DEL RICORSO)
 
                                                                                                                             (FIRMARE)

LE LINEE GUIDA DEL MIT SI COMPONGONO DELLE 4 FOTO PUBBLICATE QUI DI SEGUITO, CHE VANNO QUINDI STAMPATE E SPILLATE NELL'ORDINE IN MODO DA FORMARE UN UNICO DOCUMENTO

PAG. 1 DI 4
PAG. 2 DI 4
PAG. 3 DI 4
PAG. 4 DI 4